You are currently viewing L’arte giapponese della lacca per l’etichetta di Costasera
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di Kumiko Yamada

Il mio primo incontro con Yasuhiro Asai avvenne in modo molto casuale.

Un fotografo, mio amico da 30 anni, fa parte di un gruppo di giovani artisti e ogni tanto porta a cena a casa nostra uno di loro. Asai arrivò una sera il giorno dopo aver tenuto una mostra personale a Tokyo. Mi colpì il modo in cui i suoi occhi guardavano dritto davanti a sé e non si allontanavano mai.

L’arte della lacca è un campo in cui la maggior parte degli artisti ha una certa età, mentre lui è uno dei più giovani in assoluto. L’amico fotografo invece è specializzato nel ritrarre persone in movimento, in particolare gli attori del teatro Kabuki. Ha fotografato anche attori famosi e atleti, ma i suoi principali soggetti sono gli artigiani impegnati in lavori manuali con tecniche tradizionali. Asai è una delle persone che ci ha presentato. Dopo il primo incontro è venuto a cena da noi molte altre volte. All’inizio non beveva molto, ma ora ama il vino.

Molte delle sue opere sono di piccole dimensioni e i disegni sartoriali Maki-e sono delicati e moderni. L’aspetto più attraente è la luce che emettono. In pochissimo tempo Asai si è fatto un nome, vincendo numerosi premi. I motivi decorativi seppur moderni, riprendono però quelli tramandati dall’antichità in Giappone, rappresentando una fusione tra tradizione e innovazione, un concetto chiave comune anche ad aziende vinicole di lunga tradizione.

L’opera selezionata per il ‘Costasera Contemporary Art Project 2023’ è un “Bruciatore di incenso”. E al proposito l’artista afferma che “realizzare un bruciatore di incenso è come una preghiera in sé. Le parti delicate vengono fustellate, appiattite e incollate insieme, e tutto questo lavoro, che si ripete per più di otto ore ogni giorno, è incentrato sulle vibrazioni e sul respiro, quasi commovente. Porta a uno stato mentale simile alla meditazione”.

Con tutto il rispetto, ho apprezzato i momenti che abbiamo trascorso insieme davanti a un bicchiere di vino, cosa che si è verificata più volte finora. Così quando Masi e l’importatore giapponese mi hanno chiesto un artista da proporre per questo progetto, mi è subito venuto in mente il suo volto: lui sarebbe stato perfetto per la filosofia di Masi. Fin dal primo momento della selezione la sua risposta è stata eccellente per la rapidità con cui ha lavorato.

Asai è nato a Tottori, nel nord della regione di Chugoku, di fronte al Mar del Giappone. un luogo famoso per coltivare le pere giapponesi Nashi. Il padre e i nonni coltivavano un vasto frutteto, ma espiantarono tutti gli alberi di Nashi sostituendoli con quelli della lacca. L’urushi, oggi utilizzato per la lacca, è una vernice prodotta da resina naturale ricavata dall’urushi (lacca, nome scientifico: Toxicodendron vernicifluum), albero deciduo della famiglia delle Urushi Anacardiacea presente in Giappone, Cina e Corea. La linfa da cui viene estratto è chiamata urusciolo.

Oggi circa il 90% della lacca utilizzata nella produzione di oggettistica in Giappone è importata dalla Cina ed è molto raro che venga utilizzata lacca giapponese pura. Ma la quantità importata è diminuita costantemente negli ultimi anni, così come il numero di raschiatori di lacca, fatto che rende difficile perpetuare questa tradizione culturale.

Quando Asai mi raccontò della decisione di smettere di coltivare il frutteto di Nashi, mi sono venute le lacrime agli occhi.

Gli alberi della lacca non producono linfa subito dopo l’impianto, bisogna aspettare circa 10 anni. Esattamente come per la vite. Ho conosciuto Masi poco dopo il mio ingresso nel mondo del vino e non posso fare a meno di essere colpita da tutti gli incontri avvenuti grazie al mio amico fotografo e da come si siano incrociati con la strada del vino che ho scelto.

Il maki-e e il raden (intarsio di madreperla), elementi chiave del lavoro di Asai, sono utilizzati in una varietà di arti tradizionali. Ad esempio, nel mondo della cerimonia del tè, vengono spesso applicati a strumenti chiamati “natsume” (contenitore da tè). Il Giappone è anche rinomato per le spade; anche le parti delle spade possono essere decorate con maki-e, per dimostrare lo status della famiglia. Il Maki-e insomma è parte inseparabile della cultura giapponese.

Le opere di Asai sono a lui valse un’ottima reputazione in Giappone e non solo: ne sono state esposte (e vendute a prezzi elevati) alle aste di Christie’s di New York nel 2021 e nel 2023 un bruciatore d’incenso, diverso per design da quello selezionato per Masi, sarà conservato al British Museum.

Scopri di più sul progetto Costasera Contemporary Art